
salve!
Mi piace scrivere e raccontare (per passione e per testardaggine) e ho un passato pieno di digressioni interessanti.
Questa è la mia “terza vita”, le prime le ho passate a fare altro, ma non allarmarti: nessuna reincarnazione.
Qui ho riaperto un mio vecchio BLOG dove raccolgo pensieri, racconti e riflessioni su tutto ciò che mi incuriosisce. Nel frattempo curo un podcast che si chiama OMBRE ITALIANE, dove frugo nella storia e nelle sue zone d’ombra, soprattutto quelle del Novecento, che è un secolo breve solo per chi ha fretta.
A un certo punto mi sono anche messo in testa di scrivere due libri, L’Elmo di Scipio e Basilicata Terra di Mezzo, segno evidente che, quando una digressione prende troppo spazio, finisce per diventare un progetto.
Cerco sempre di trovare collegamenti improbabili, perché in fondo il bello della scrittura è proprio questo: scoprire che le cose sono tutte un po’ più legate di quanto sembri.
Un romanzo!

È un romanzo che parla di amicizia, memoria e terrorismo.
Detta così sembra pesante, ma non spaventatevi: dentro ci sono anche risate, primi amori e quella sensazione di essere giovani e confusi che non passa mai davvero.
Siamo a Cagliari, in Sardegna, all’inizio degli anni ’80.
Roberto e i suoi amici vorrebbero solo vivere, crescere, provare a discutere del futuro e magari riuscire a passare la maturità al liceo.
Peccato che la Storia, quella con la S maiuscola, decida di piombare nelle loro vite senza chiedere permesso.
Nel frattempo, alla questura di Cagliari, il vicequestore Diego Piras deve capire perché due noti terroristi siano arrivati dal “continente” sull’isola. Qualcuno gli suggerisce di lasciar stare. Lui, educatamente, non li ascolta.
Da qui nasce un thriller civile:
c’è una caccia, ci sono segreti, c’è tensione. Molta tensione!
Ma soprattutto ci sono persone vere, con paure, dubbi e la voglia testarda di non dimenticare.
Perché in fondo questo libro parla di una cosa semplice:
la Storia passa, le ferite restano.
E ricordare è l’unico modo per non far finta di niente e provare a curarsi.
Lo trovate in tutte le librerie del regno (se non lo trovate potete ordinarlo al vostro libraio e arriverà in due giorni), oppure potete ordinarlo online
cosa dice chi lo ha letto
Quando una storia ti riporta in un tempo carico di ombre e domande.
Con L’Elmo di Scipio, Angelo Soro ci porta nella Cagliari degli anni Ottanta e ci fa entrare, quasi senza preavviso, nella vita di due liceali che si ritrovano coinvolti in eventi più grandi di loro. Un romanzo che intreccia formazione, mistero e memoria, muovendosi tra passato e presente, fino a ricomporre lentamente tutti i fili della storia ...
Recensione di Giovanna Casapollo su Sololibri.net
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Buongiorno Angelo, buon anno! Ho ricevuto il tuo libro il 23-24 dicembre e l’ho iniziato stamattina, arrivando a pagina 47: mi sta piacendo un sacco, complimenti! Da un po’ non riuscivo a leggere, ma questo lo finirò presto. Se potessi, resterei tutto il giorno immersa.
È un 10 e lode: sono lì col personaggio, me lo immagino alla perfezione. Ho 15 libri iniziati e mai finiti dal Covid, il tuo l’ho divorato in un giorno e mezzo. Grazie per avermi sbloccata!
Caterina S.
Sto leggendo lentamente il suo libro e adoro i dettagli precisi che descrive, come “mentre urlava scopriva gli incisivi inferiori e le parole si dissolvevano in minute goccioline di saliva che cadevano sul piano in vetro della scrivania”. Sono bellissimi, aiutano il lettore a immergersi completamente nella storia.
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Buona sera! È tardi e sono ancora sveglia, ho letto ancora un po’: mi piace come alterni tensione militare e frizione con momenti leggeri, come incontri con ragazze, passeggiate al mare e bici. Alleggerisce tutto
Lucia D.
Buongiorno, ho appena finito di leggere l’Elmo di Scipio. Congratulazioni! Ho trovato lo stile e la struttura del romanzo molto avvincenti (l’ho letto in 3 giorni) ed è stato un piacevole tuffo negli anni ’80. Le consiglio di provare a farne una sceneggiatura per una miniserie, o di proporla a chi può farlo: penso avrebbe successo anche in TV.
Leonardo S.
L'ho letto d'un fiato e mi è piaciuto davvero tanto. Pur stimando le sue capacità, trattandosi di un'opera prima, le confesso che avevo qualche riserva. Un conto è raccontare in un podcast e un altro scrivere un romanzo, per giunta così articolato.
E invece ... è bello proprio!
Riggel T.
Un grande libro fotografico

Quello che sfoglierete è un libro d’immagini che racconta i luoghi e le storie della Basilicata: un posto bellissimo e (purtroppo, o per fortuna) sconosciuto ai più.
Basilicata Terra Di Mezzo è nato nel 2016 dall'incontro tra un bravissimo fotoreporter di viaggio innamorato della sua terra (Gaetano) e un appassionato narratore di storie (il sottoscritto).
La scintilla che ha acceso il progetto è stata l'aver compreso che i lucani, nel loro intimo, patiscono una sorta di frustrazione: il resto dell’Italia e del mondo, quando osserva la cartina di questa nazione, vede la Basilicata come uno spazio bianco.
Nella memoria collettiva non ci sono immagini per riempire quel buco.
Qualcuno avrà visto immagini dei Sassi di Matera.
Ma è alquanto insolito identificare un’intera regione attraverso un simbolo che rappresenta una sola città.
Roma è il suo Colosseo, Parigi è la sua tour Eiffel, ma la Basilicata non è i Sassi di Matera.
Quando abbiamo progettato questo libro avevamo in mente un obiettivo: riempire quel vuoto con le straordinarie immagini di Gaetano Plasmati, raccontando i paesaggi, i comignoli, le torri, la gente che canta in processione e il mare al tramonto.
Disponibile su richiesta qui

(*)
Nel 1997 coltivavo amorevolmente un blog che parlava di attualità, economia e musica.
Lo chiamai Risorse Molto Umane, perché già allora l’idea di definire persone in carne e ossa come “risorse” mi faceva sorridere abbastanza.
Poi la vita fece la vita: lavoro, famiglia, tempo che si restringe come un maglione lavato male. Il blog chiuse, senza drammi, semplicemente messo in pausa per qualche anno. Diciamo pure diversi anni. Troppi.
Ho deciso di riaprirlo. Non perché il mondo sia diventato più semplice, né perché io abbia improvvisamente più tempo, ma per riprendere quel filo del discorso lasciato lì, nel secolo scorso.
Le risorse restano molto umane, l’ironia pure. Cambiano i contesti, le mode e le tecnologie, ma alcune domande meritano di essere riprese, anche a distanza di molti anni.
Meglio tardi che archiviati.















