Previsioni del tempo
- Angelo Soro
- 21 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Weather Report: gli architetti del suono che hanno trasformato il Jazz in un'esperienza psichedelica e globale

Adoro i Weather Report!
I WR sono stati un gruppo jazz fusion americano attivo dal 1970 al 1986, fondato dal tastierista Joe Zawinul, dal sassofonista Wayne Shorter, dal bassista Miroslav Vitouš, con la colaborazione del batterista Alphonse Mouzon e dai percussionisti Don Alias e Barbara Burtone.
La band fu inizialmente guidata da Zawinul e Shorter ma, successivamente, con il progredire degli anni '70, Zawinul divenne il vero leader del gruppo.
Nel corso degli anni la band ha visto l’avvicendarsi di altri membri di spicco come Jaco Pastorius, Alphonso Johnson, Victor Bailey, Chester Thompson, Peter Erskine, Airto Moreira e Alex Acuña.
Per gran parte della sua esistenza, i WR sono stati un quintetto composto da Zawinul, Shorter, un bassista, un batterista e un percussionista.
In principio il gruppo suonava un jazz di improvvisazione libera che guardava alle tendenze elettroniche d'avanguardia e sperimentali (introdotte da Zawinul che aveva suonato per un certo periodo nel gruppo di Miles Davis) che stavano contaminando l’ambiente musicale newyorkese.
Quando Vitouš lasciò i Weather Report (principalmente a causa di disaccordi creativi), Zawinul guidò sempre più la band verso un suono funky e tagliente che incorporava elementi di R&B e musica etnica di tutto il mondo.
Zawinul utilizzava gli sviluppi tecnologicamente più avanzati dei sintetizzatori e sfruttava una grande varietà di suoni e colori timbrici per far risaltare le composizioni della band.
Durante la prima metà della loro carriera, i Weather Report furono considerati uno dei gruppi più importanti del jazz moderno. Vinsero il premio per il miglior album DownBeat cinque volte di seguito.
Quando nel 1976 Jaco Pastorius, virtuoso del basso, si unì alla formazione il suono del gruppo subì una ulteriore evoluzione in direzioni ancora più avventurose e pionieristiche.
L'ensemble nel 1977 registrò un brano che è diventato un successo riproposto in diverse versioni da artisti di spicco: si tratta di "Birdland", apparso nell'album Heavy Weather registrato nel 1977, è stato scritto da Joe Zawinul come tributo al nightclub Birdland di New York.
Le pietre miliari della loro evoluzione
L'inizio astratto
Nati dal genio di Joe Zawinul e Wayne Shorter (reduci dalle rivoluzioni elettriche di Miles Davis) e del contrabbassista Miroslav Vitouš. All'inizio era improvvisazione pura, quasi aliena.
La svolta Groove
Con l'addio di Vitouš e l'arrivo di bassisti come Alphonso Johnson e poi il leggendario Jaco Pastorius, il suono si fa elettrico, funky e globale.
L'era Jaco
Nel 1976, l'ingresso di Pastorius agita le acque. Il basso non è più solo accompagnamento, ma una voce solista che canta insieme al sax di Shorter.
Il capolavoro
Heavy Weather (1977) È l'album che contiene "Birdland", un inno generazionale scritto da Zawinul per celebrare lo storico club di New York. Un brano capace di scalare le classifiche pop senza perdere un grammo di complessità jazz.

Perché sono stati unici
A differenza del jazz tradizionale e di molti gruppi rock dell'epoca, dove c'era una netta distinzione tra solista e sezione ritmica, i Weather Report adottarono un approccio collettivo: ogni membro del gruppo era libero di contribuire alla melodia e alla tessitura sonora in qualsiasi momento.
Chi ha ascoltato l'album Black Market si sarà reso conto che il basso di Jaco Pastorius o il sax di Wayne Shorter non si limitavano ad accompagnare, ma dialogavano costantemente con le trame orchestrali di Zawinul, creando un flusso continuo di motivi e idee.
Ma la caratteristica che più mi ha affascinato dei WR è la loro capacità di essere sofisticati e sperimentali pur rimanendo accessibili.
Nonostante le strutture armoniche complesse e l'uso di sintetizzatori d'avanguardia, la band manteneva sempre un "groove" potente e ballabile, ereditato dall'esperienza di Zawinul con Cannonball Adderley.
Brani come "Birdland" dimostrarono che il jazz d'avanguardia poteva scalare le classifiche pop senza rinnegare le radici jazz e compromettere la propria integrità artistica.
In breve, i Weather Report sono stati unici perché hanno dimostrato che la tecnologia non deve necessariamente essere fredda e che il jazz può essere globale, orchestrale e profondamente funky allo stesso tempo.
Qual è il vostro album preferito dei Weather Report?
Io non riesco a smettere di ascoltare Heavy Weather, è uno dei vinili che ho zappato di più. Ho addirittura comprato il CD per non finire con l'appiattire i solchi del disco!
Aspetto i vostri commenti.
Creative Commons – CC BY-ND 4.0
I contenuti di questo sito (testi, immagini e format del sito) possono essere condivisi liberamente, a condizione che venga citato l’autore e non vengano apportate modifiche.
Maggiori informazioni sulla licenza qui.

Commenti