Streets of Minneapolis
- Angelo Soro
- 31 gen
- Tempo di lettura: 7 min
Dalle strade di Philadelphia a quelle di Minneapolis: Bruce Springsteen e la ballata che ha squarciato il silenzio dell'inverno 2026.
Premessa
L'uscita di "Streets of Minneapolis" (28 gennaio 2026) rappresenta uno dei momenti più politicamente significativi della carriera di Bruce Springsteen.
Questo pezzo trascende la musica: è un grido di denuncia immediato, puntato dritto contro le politiche dell'amministrazione Trump che hanno segnato la gestione della sicurezza e dell'immigrazione in questo inizio di 2026
Seguo il Boss fin dagli esordi: ricordo ancora quando ascoltai il suo primo brano alla radio, durante la mitica trasmissione della Rai Per voi giovani, intorno al 1975.
Da allora ho metabolizzato l’intera sua discografia, ascoltando ogni pezzo all'infinito. Per questo, mettendo da parte ogni timore reverenziale, vorrei parlarvi di questa meravigliosa ballad: un brano capace di scuotere nel profondo un’America che si sta risvegliando con un drammatico ritardo.
Cosa dice il Testo (che trovate tradotto e in lingua originale alla fine del post)
È una cronaca cruda e realistica che fonde la narrazione folk con la rabbia del rock di protesta.
C'è un'occupazione Militare
Definendo il DHS (Dipartimento di Sicurezza Interna) come l'"esercito privato di Re Trump" e parlando di "stivali di un occupante", Springsteen inquadra l'operazione federale a Minneapolis non come una missione di polizia, ma come un'invasione straniera in territorio americano.
La Verità dei Testimoni
Il verso "Questi fischietti e telefoni contro le sporche bugie di Miller e Noem" è cruciale. Fa riferimento al ruolo dei video dei passanti che hanno smentito le versioni ufficiali sulla morte di Alex Pretti e Renee Good. Springsteen contrappone la tecnologia dei cittadini (i telefoni) alla propaganda governativa orchestrata da figure chiave come (l'orrendo) Stephen Miller e (la spregiudicata bugiarda) Kristi Noem (Segretario del DHS).
I Martiri
Citando per nome Alex Pretti (l'infermiere ucciso il 24 gennaio) e Renee Good (la donna assassinata dall'ICE il 7 gennaio), Springsteen strappa queste vittime all'anonimato delle statistiche, trasformandoli in simboli di una "misericordia" calpestata.
Lo Stile: un Ponte tra Philadelphia e il 2026
Springsteen sceglie deliberatamente uno stile che evoca i suoi lavori più civili e dolenti:
ho sentito distintamente gli echi di "Streets of Philadelphia", ma già dal titolo il Boss richiama la sua celebre ballata del 1993. Se quella parlava dell'indifferenza verso l'AIDS, questa parla dell'indifferenza verso la violenza di Stato.
La canzone inizia in modo sommesso, con chitarra acustica e armonica (ricorda nello stile The Ghost of Tom Joad), per poi esplodere, in un crescendo emotivo, con la E Street Band in un finale simile a quello di un inno. È a questo punto che si sentono distintamente le voci del coro che urlano "ICE out now!". Questo passaggio simboleggia il risveglio della coscienza collettiva dal dolore alla protesta attiva.
Le motivazioni del "Boss"
Springsteen ha dichiarato di aver scritto il brano come risposta diretta al "terrore di Stato" (Washington Post, 28/01/2026).
È un brano drammatico e intenso a difesa dei Valori Costituzionali. La canzone denuncia lo spregio dei diritti civili ("trample on our rights") basato sul colore della pelle.
È una reazione all'uccisione di due cittadini americani disarmati, ma Springsteen rompe il silenzio soprattutto per dare una voce al crescente dissenso nazionale.
Ricadute sul Governo Trump
Il brano è diventato istantaneamente la colonna sonora del "National Shutdown" (lo sciopero nazionale) di fine gennaio 2026, creando diverse criticità per l'amministrazione Trump.
Il brano ha raggiunto in poche ore la prima posizione su iTunes, portando i tragici eventi di Minneapolis all'attenzione mondiale e rendendo difficile per la Casa Bianca liquidare la questione come "disinformazione" (NPR, 28/01/2026).
La canzone ha dato una scossa alla base operaia e ai Veterani (Alex Pretti era un infermiere dei Veterani), un elettorato che Trump cerca solitamente di mantenere nella sua orbita.
Il riferimento diretto a Miller e Noem ha rinfocolato le richieste di dimissioni per i vertici del DHS, con il brano che viene cantato quotidianamente durante le proteste davanti al Whipple Building di Minneapolis, che ospita gli uffici regionali e i tribunali dell'immigrazione (Internazionale, 29/01/2026).
Conclusione: Il ruggito del vecchio leone
In definitiva, Streets of Minneapolis non è solo l'ennesima canzone di protesta; è il momento in cui Bruce Springsteen smette i panni dell'icona rock per tornare a essere il "Watchman", la sentinella della democrazia americana.
Dopo averlo seguito per mezzo secolo, dai palchi polverosi del New Jersey fino alle macerie emotive di questo gelido inverno del 2026, la sensazione è che il Boss abbia ritrovato quella rabbia lucida che non sentivamo dai tempi di The Ghost of Tom Joad.
Se nel '93 le strade di Philadelphia erano segnate dal silenzio dell'indifferenza, quelle di Minneapolis oggi sono bagnate dal sangue di Renee Good e Alex Pretti, ma anche scosse dal rumore dei "fischietti e telefoni" che non accettano più le bugie del potere.
Mentre le note finali della E Street Band sfumano nei cori "ICE out now!", ci rendiamo conto che Springsteen ha fatto di nuovo ciò che gli riesce meglio: ha trasformato un tragico fatto di cronaca in un inno di resistenza.
Davanti al freddo cemento del Whipple Building, questa ballata ci ricorda che, nonostante le prevaricazioni di Miller e Noem, la "misericordia" non può essere calpestata per sempre.
Il risveglio dell'America è stato lento, forse drammaticamente tardivo, ma grazie a canzoni come questa, ora è impossibile far finta di non sentire.
Il Boss è ancora qui, a ricordarci da che parte stare.
Fonti consultate:
(Washington Post: Bruce Springsteen releases searing protest song 'Streets of Minneapolis')(NPR: Bruce Springsteen releases anti-ICE protest song 'Streets of Minneapolis')(Internazionale: Sospesi i due agenti coinvolti nell'omicidio di Alex Pretti)(Sky TG24: Manifestazioni anti-Ice a Minneapolis, Usa in protesta)
Ecco la traduzione in italiano di questo brano intenso e crudo, che ricalca lo stile di denuncia sociale tipico del Boss.
Strade di Minneapolis (Streets of Minneapolis)
Attraverso il ghiaccio e il freddo dell'inverno
Lungo Nicollet Avenue
Una città in fiamme combatteva fuoco e ghiaccio
Sotto gli stivali di un occupante
L’esercito privato di Re Trump proveniente dal DHS (Dipartimento di Sicurezza Interna)
Con le pistole allacciate ai cappotti
Sono venuti a Minneapolis per far rispettare la legge
O almeno così dicono loro
Contro il fumo e i proiettili di gomma
Alle prime luci dell'alba
I cittadini hanno lottato per la giustizia
Le loro voci risuonavano nella notte
E c'erano impronte insanguinate
Dove avrebbe dovuto esserci la misericordia
E due morti lasciati a morire su strade innevate
Alex Pretti e Renee Good
Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce
Cantare attraverso la nebbia di sangue
Prenderemo posizione per questa terra
E per lo straniero che è tra noi
Qui a casa nostra hanno ucciso e imperversato
Nell'inverno del '26
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Sulle strade di Minneapolis
Gli sgherri federali di Trump lo hanno picchiato
Al volto e al petto
Poi abbiamo sentito gli spari
E Alex Pretti è rimasto nella neve, morto
Sostenevano che fosse legittima difesa, signore
Basta non credere ai propri occhi
È il nostro sangue e le nostre ossa
E questi fischietti e telefoni
Contro le sporche bugie di Miller e Noem
Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce
Gridare attraverso la nebbia di sangue
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Sulle strade di Minneapolis
Ora dicono di essere qui per sostenere la legge
Ma calpestano i nostri diritti
Se la tua pelle è nera o marrone, amico mio
Puoi essere interrogato o espulso a vista
Tra i cori di "ICE fuori ora"
Il cuore e l'anima della nostra città resistono
Tra vetri rotti e lacrime di sangue
Sulle strade di Minneapolis
Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce
Cantare attraverso la nebbia di sangue
Qui a casa nostra hanno ucciso e imperversato
Nell'inverno del '26
Prenderemo posizione per questa terra
E per lo straniero che è tra noi
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Sulle strade di Minneapolis
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Sulle strade di Minneapolis
Streets of Minneapolis
Through the winter’s ice and cold
Down Nicollet Avenue
A city aflame fought fire and ice
‘Neath an occupier’s boots
King Trump’s private army from the DHS
Guns belted to their coats
Came to Minneapolis to enforce the law
Or so their story goes
Against smoke and rubber bullets
By the dawn’s early light
Citizens stood for justice
Their voices ringing through the night
And there were bloody footprints
Where mercy should have stood
And two dead left to die on snow-filled streets
Alex Pretti and Renee Good
Oh our Minneapolis, I hear your voice
Singing through the bloody mist
We’ll take our stand for this land
And the stranger in our midst
Here in our home they killed and roamed
In the winter of ’26
We’ll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis
Trump’s federal thugs beat up on
His face and his chest
Then we heard the gunshots
And Alex Pretti lay in the snow, dead
Their claim was self defense, sir
Just don’t believe your eyes
It’s our blood and bones
And these whistles and phones
Against Miller and Noem’s dirty lies
Oh our Minneapolis, I hear your voice
Crying through the bloody mist
We’ll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis
Now they say they’re here to uphold the law
But they trample on our rights
If your skin is black or brown my friend
You can be questioned or deported on sight
In chants of ICE out now
Our city’s heart and soul persists
Through broken glass and bloody tears
On the streets of Minneapolis
Oh our Minneapolis, I hear your voice
Singing through the bloody mist
Here in our home they killed and roamed
In the winter of ’26
We’ll take our stand for this land
And the stranger in our midst
We’ll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis
We’ll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis



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